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Dettagli escursione
Terza ciaspolata del Programma 2017-Alpe Larecchio
12 FEBBRAIO 2017
(escursione archiviata)
Inserita da: Sede CAI
...e anche la seconda ciaspolata dell'anno si è svolta in una bella giornata di sole, e così i più di trenta componenti il gruppo hanno potuto apprezzare l'Alpe Devero nella sua veste migliore. Anello da Ponti, imbocco della piana, all'alpe Sangiatto e al primo lago omonimo per salire alla bocchetta di Scarpia, avendo percorso circa 600 m. di dislivello, tra boschi, radure, alpeggi e bianche piane, il tutto con vista aperta sulle alte cime che fanno da cornice all'Alpe Devero, Cervandone e Punta della Rossa in primo luogo, Monte Cazzola, e ovviamente il Monte Corbernas e il Monte Sangiatto, per poi vedere anche l'Arbola e il gruppo del Cistella-Diei più in lontananza. Il rientro ha portato i ciaspolatori nella caratteristica Crampiolo, sotto alla diga del Lago Devero, per poi tornare alla piana passando per Cantone, avendo avuto così la possibilità di ammirare il Devero in tutto il suo splendore.
Appuntamento a domenica 12 febbraio con la prossima ciaspolata in giornata, prima di chiudere la stagione con l'ormai consueto week-end il 25 e il 26 febbraio all'Ospizio Sempione.

...la meta scelta per chiudere la stagione delle uscite giornaliere sulle ciaspole prima del week-end di Carnevale al Sempione è stata l'appartata Alpe Larecchio, in val Vogna.
Una quarantina di ciaspolatori hanno popolato la selvaggia val Vogna, con partenza Ca' di Janzo, m. 1.354, lungo la storica strada dei migranti, passando per le caratteristiche frazioni Walser di Ca' Piacentino, Ca' Morca, Ca' Verno e Sant'Antonio, fino alla Peccia, la più grande.
Ha superato l'oratorio di San Grato, che si erge imponente sul sentiero (sul quale è posta una lapide commemorativa del primo guardiano del ricovero Ospizio Sottile, costruito dal canonico Sottile nel 1700 per ospitare i migranti che numerosi percorrevano la valle a cercare lavoro in Val d'Aosta e in Svizzera, svalicando il col Valdobbia, dove è stato edificato appunto il ricovero), e, oltrepassato il ponte Napoleonico, è salito in un bel bosco di larici, calpestando neve mantenuta soffice dalle basse temperature, verso la frazione Montata, m. 1.739, per arrivare alla stupenda piana di Larecchio, m. 1.900, ammantata dalla coltre bianca.
Una sosta per un panino, non molto lunga a causa del freddo che, fermi, si fa sentire anche se le temperature non erano eccessivamente basse, e poi si riparte per rientrare lungo il medesimo itinerario, con qualche fuori pista su neve fresca nei primi tratti di discesa nel bosco.
Allegati:
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Locandina III ciaspolata_web-aa601.pdf 2059,2
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